Elezioni Regionali 2010: Il Pagellone di Nunzio

Oramai la situazione delle alleanze e delle candidature alle regionali sembra delinearsi con chiarezza. Siamo quindi in grado di attribuire ai principali protagonisti un voto per come si sono mossi in questa fase. Poi, la parola spettera’ al popolo sovrano.

Bossi. Voto 8. Aveva probabilmente la partita piu’ facile di tutti. Se la Lega non vota le leggi ad personam, Berlusconi va in galera e lui gli si pappa il partito. E’ riuscito quindi ad ottenere tutto quello che voleva, ovvero 2 grosse regioni del Nord. Ha comunque scelto un candidato buono (Zaia) ed uno non impresentabile (Cota). Se vince in tutte e due le regioni il voto sale a 9. Se supera il PDL al nord voto 10.

Casini. Voto 6,5. Stara’ dalla parte del vincitore in quasi tutte le regioni, e becchera’ un sacco di poltrone. Nel Lazio coi soldi di Caltagirone, l’appoggio della Chiesa ed una presidente deboluccia fara’ il buono ed il cattivo tempo. Tuttavia la sua strategia di medio periodo era basata sul dimostrare di poter vincere sia con la sinistra che con la destra. Andando a destra in tutto il centrosud ha segato una delle gambe dello sgabello. Se Berlusconi vince bene, magari anche in Piemonte, lui diventa ininfluente.

Fini. Voto 7+. Con le sue forze limitate ha ottenuto quasi tutto cio’ che voleva. Candidature di peso in Lazio e Calabria, bocciatura di Cosentino in Campania. Ha inoltre sconfitto la linea dei falchi che premevano per rompere con l’UDC. Partita giocata con eleganza ed efficacia.

Berlusconi. Voto 5,5. Partita difficile, stretto nella tenaglia di Bossi e dell’asse Casini-Fini. La gioca maluccio, tanto che alla fine rischia di avere non piu’ di uno o due governatori di Forza Italia. Fa fuoco e fiamme contro Casini e poi ci si allea ovunque. Deve ingoiare la bocciatura di Cosentino. Comunque alla fine superera’ senza traumi l’ostacolo regionali, anche se il suo partito rischia una batosta specie al Nord.

Bersani al nord. Voto 8. In Piemonte e Liguria e’ riuscito a formare una coalizione amplissima, respingendo le manovre di Casini che voleva la testa della Bresso (aiutato in questo dalla Bresso che e’ andata avanti come un caterpillar). In Lombardia e Veneto presenta i due candidati probabilmente piu’ forti, che dovrebbero limitare la dimensione della sconfitta ed ingrassare il dato nazionale del PD. A Venezia sceglie le primarie evitando spaccature nel partito. Business as usual nelle regioni rosse. Se vince in Piemonte e Liguria salva la poltrona.

Bersani al centrosud. Voto 4. Sbaglia praticamente tutto. In Puglia tenta di far fuori Vendola, spacca il partito e poi si decide in extremis a fare le primarie, con ottime possibilita’ di perderle contro il candidato di un partito dell’1%. Insegue l’UDC in Calabria al punto di sospendere le primarie e si fa uccellare. In Umbria non riesce a sedare la baruffa ed e’ costretto pure qui a fare le primarie. Nel Lazio insegue il chimerico candidato che vada bene all’UDC, che lo scarica senza pensarci due volte. E’ costretto a saltare sul carro della Bonino. A meno di miracoli, perdera’ ovunque. La strategia dell’asse con l’UDC finisce prima di cominciare.

Vendola. Voto 4. Cerca di salvare sia la poltrona che il partito. Ottiene solo di lacerare il centrosinistra. Vincera’ le primarie, poi perdera’ le elezioni e tra 3 mesi sara’ solo un personaggio in piu’ sul pittoresco carrozzone della sinistra radicale.

Rutelli. Non pervenuto.

Nunzio

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