USA 2010, aggiornamenti dagli stati/2

ALASKA 4/50
Il Libertarian Party ha chiuso la porta in faccia alla signora Murkovski. All’unanimità la direzione statale del partito ha deciso che la signora Murkovski non è compatibile con i principi del partito libertario. Insomma, potevano avere la chances storica di entrare al senato, e invece per principio han deciso di non svendersi. Cose che in Italia non accadrebbero. 

La Murkovski dopo le porte in faccia di libertari e secessionisti ha un’ultima chances, ovvero lanciare una campagna “write-in”, ma convincere le persone a scrivere un nome sulla scheda è più difficile che non convincerle a mettere una croce. PPP intanto ha testato i due possibili scenari. In caso di corsa a due l’isituto vicino al partito democratico dice che Miller avrebbe il 47% contro il 39% del democratico McAdams. I caso di corsa a tre la Murkovski sarebbe al 38% il repubblicano Miller al 34%  mentre il democratico McAdams arriverebbe terzo con un mesto 22% e con la Murkovski che prenderebbe un terzo dei voti degli elettori registrati col partito democratico. Dato che la Murkovski sembra intenzionata ad arrendersi (non piangete per lei, non preoccuaptevi. I “Rockfeller republican” sono dei maneggioni di prima categoria, dei veri finiani. Se molla l’osso lo fa perché le han dato il paracadute, poco ma sicuro) teniamo il GOP Solid.

VERMONT 1/50
Molti parlano della ca***ta fatta dal partito Repubblicano nel Delaware (ne parlerò dopo). Però che dire del pasticcio combinato dai democratici nel Vermont. Certo che un seggio al senato certo buttato via fa più notizia del governatore del Vermont, però i liberals ne han combinata una più di Bertoldo. Silurata alle primarie la segretaria di stato, Deborah Markowitz, di gran lunga la candidata più forte nelle fila democratiche per il senatore statale Shumlin. “Gode” il vicegovernatore repubblicano Brian Dubie che vede così fatta fuori la sfidante più temibile. Inoltre il partito progressista non scende a patti coi democratici e corre da solo, e potrebbe portar via un 3-4% decisivo. Sarei tentato di passare al Leaning, se non fosse che Rasmussen Reports fa lo schizofrenico. Prima mi diceva che una sfida DubieShumlin si sarebbe risolta in una landslide a favore del repubblicano, ora cambia e mi dice che siamo in parità. Attendiamo lumi da altri sondaggisti anche se pare proprio che del piccolo Vermont non gliene freghi una mazza a nessuno e teniamo un prudente Toss-Up
DELAWARE 6/50

Dicono che, ad ex-aequo con la vittoria di Scott Brown nel Massachussets, questa sia stata la più grande sorpresa elettorale dell’anno. Certo è che nessuno avrebbe mai potuto immaginare un risultato del genere. Alle primarie repubblicane la giornalista Christine O’Donnell, già sfidante di Joe Biden nel 2008, ha battuto a sorpresa l’ex governatore ed unico rappresentante del “First State” Mike Castle. Incredibile ma vero. Per il GOP questo è un boomerang clamoroso. Avevano convinto Castle a mollare il seggio alla camera per correre per il senato ed ora si ritrovano con il seggio alla Camera praticamente perso e con la sfida al senato seriamente compromessa. Forse è proprio vero quello che diceva Nate Silver qualche settimana fa. La politica americana va sempre più polarizzandosi e politici come Castle sono in via di estinzione. Probabilmente RINO e DINO vanno verso la scomparsa almeno a livello federale, mentre a livello locale forse potremmo ancora avere qualche personaggio “fuori posto”. Ora che accade? La O’Donnell non è una candidata irresistibile ed è troppo conservatrice per uno stato liberal come il Delaware. Però dall’altra parte non c’è certo un pezzo da 90, il candidato democratico Chris Coons è, se possibile, meno famoso di lei. Inoltre ci sono diversi fattori da tenere conto. Prima di tutto il battage mediatico di queste ore sicuramente l’ha aiutata, e poi i TEA Parties che l’han trascinata alla sorprendente vittoria sono dei raccoglitori di fondi provetti. Attenzione quindi a non sottovalutare la signora O’Donnell come s’è fatto per altri candidati come Carly Fiorina, Ken Buck e Pat Toomey. Per questo al momento mi rifiuto di considerare la partita chiusa del tutto e quindi diamo un DNC Leaning. Certo è che c’è una persona che al momento si sta letteralmente mangiando le mani, vale a dire Beau Biden, figlio del vice-presidente Biden e procuratore generale del Delaware che si chiamò fuori dalla corsa in seguito all’entrata di Mike Castle. Se solo avesse Biden junior avuto un po’ di coraggio in più… 

NEW HAMPSHIRE 11/50

Rischiavano di essere due le sorprese in casa repubblicana. Invece, per una manciata di voti Kelly Ayotte è riuscita a contenere la rimonta del conservatore Ovide Lamontagne e a vincere la nomination al senato. Ora la sfida finale. I sondaggisti sono piuttosto concordi, la Ayotte è favorita, anche se non in maniera abissale. GOP Leaning confermato.
 

MAINE 10/50

Vi lasciavo comunicandovi il sondaggio di Rasmussen di cui non mi fidavo, che dava il repubblicano Lepage di 8 punti avanti rispetto alla democratica Mitchell. Quando però il sondaggista più liberal della federazione, PPP, ti dice che il candidato repubblicano ha 14 punti sulla sua sfidante democratica allora vuol dire che da queste parti c’è qualche problema. Da Toss-Up a GOP Leaning


WEST VIRGINIA 14/50

Il candidato repubblicano John Raese sta facendo passare il suo messaggio, ovvero che, qualora eletto al senato il democratico Joe Manchin sarà la stampella di Obama. Non aiutano Manchin i flip-flop su sanità ed immigrazione. Il problema di Manchin è che, pur avendo lui una popolarità del 67% come governatore, la popolarità di Obama da queste parti è intorno al 30%. Per Rasmussen il vantaggio di Manchin è sceso da 16 a 5 punti. Rasmussen è di parte, vero, ma la sensazione di un’inversione di tendenza c’è. Manchin sempre favorito, ma la sfida non sembra più così scontata. Da DNC Solid a DNC Leaning


Contiamo 
Senato, da 423221 a 433121.
Camera, da 142303 a 142303.
Governatori, da 101411 a 101512.

Giovanni Rettore ed il solito And-L

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