Usa 2010, Connecticut 22/50

CONNECTICUT
Capitale:Hartford
Città maggiore: Bridgeport
Abitanti: 3.500.000
Camera statale: 114 Dem, 37 Rep
Senato statale: 24 Dem, 12 Rep
Governatore: Mary Rell
Senatori: Chris Dodd; Joe Lieberman
Camera: 5 Dem 
Affiliazione Partitica
Democratici: 43%
Repubblicani: 26% 
Indipendenti: 31%


Etnie

Bianchi: 77%
Afro-Americani: 11%
Ispanici: 8%
Asiatici: 3%  
Altri: 4%
 
Religioni
Protestanti: 36%
Cattolici: 40%
Ebrei: 5%
Atei/Altri: 19%
 
Le sfide

Governatore
E’ dal lontano 1988 che i voti elettorali del “Constitution State” finiscono costantemente nel carniere democratico. Anche il Connecticut, come tutti gli altri stati del New England è passato da un iniziale dominio repubblicano salvo poi gradualmente slittare verso il partito democratico. Negli ultimi anni sono sparite le ultime tracce dell’antico dominio repubblicano. Dal 2008 infatti i democratici controllano tutti i cinque distretti congressuali del Connecticut. Ai repubblicani rimane solo la carica di governatore che detengono dal 1990. La governatrice uscente è la repubblicana moderata Mary Rell, entrata in carica nel 2004 dopo le improvvise dimissioni dell’allora governatore John Rowland travolto da uno scandalo di corruzione. La Rell viene confermata nel 2006 in una vera landslide, ottenendo il 63% dei suffragi, ed è tuttora ai primi posti nella classifica dei governatori più popolari della federazione. Per quale motivo dunque la signora Rell ha deciso di  non ricandidarsi quando sembrava andare incontro ad una facile e trionfale conferma? Per molti è un mistero. Sembra però che le condizioni di salute del marito della governatrice siano critiche e sia questo il motivo per cui la governatrice abbia preferito lasciar perdere momentaneamente la politica e non ricandidarsi. L’imprevisto ed improvviso ritiro della governatrice ha riacceso le speranze democratiche, mentre i repubblicani sono rimasti un po’ spiazzati. I democratici hanno selezionato il sindaco di Stamford, quarta città dello stato, Dan Malloy. I repubblicani rispondono con l’ex ambasciatore in Irlanda, Tom Foley. I sondaggi si stanno indirizzando verso una vittoria democratica. Questa è una delle pochissime chances di pick-up per i democratici in una tornata elettorale che per i liberals si preannuncia sanguinaria. Sicuramente cercheranno di non farsela sfuggire. DNC Leaning
Senato

Dal 1981 questo seggio è occupato dal democratico Chris Dodd, rieletto nel 2004 con il 66% dei voti. Una lunga serie di scandali hanno fatto colare a picco la popolarità del senatore, ed i democratici l’hanno convinto a ritirarsi. Al suo posto schiereranno il procuratore generale Richard Blumenthal, inizialmente favoritissimo. A tentare l’impresa di strappare il seggio che fu di Prescott Bush sarà Linda McMahon, la capessa della WWE. Molti considerano la McMahon una candidata “buffa” e non hanno tutti i torti. Però ci sono due fattori che potrebbero far muovere il pendolo verso la candidata repubblicana

1-Blumenthal sembra abbia più di qualche scheletro nell’armadio. Già a giugno erano venute fuori alcune bugie che il procuratore generale avrebbe detto a riguardo del suo servizio militare. Sembra che la campagna della MacMahon abbia altri assi nella manica da tirare fuori. Avrà anche lui dato una casa a Montecarlo al cognato che invece era destinata al partito?

2-La MacMahon ha tanti $$$$$$$$$$$$$$$, ma proprio tanti. Contrariamente a Blumenthal, che è costretto come la quasi totalità dei candidati ad elemosinare mance dalle varie lobbies, la MacMahon può tranquillamente finanziare la propria campagna elettorale coi suoi soldi. E’ stata in grado di spendere qualcosa come 22 milioni di dollari solo per le primarie, per le generali potrebbe anche far di più.

Blumenthal è però favorito dai sondaggi e dall’orientamento politico dello stato, anche se nelle ultime rilevazioni il vantaggio non sembra più così “solido” come qualche mese fa. Quinnipiac dice che è passato da +10 a +6. Per Rasmussen invece il vantaggio è di 9 punti. Se è solo un fuoco di paglia si vedrà nelle prossime settimane. Intanto Linda cerca di proporsi come l’imprenditrice di successo capace di costruire dal nulla un business multi-milionario che ha creato migliaia di posti di lavoro, e che si propone di portare questa esperienza al Campidoglio contro un politicante di professione che da due decadi passa agevolmente da una poltrona all’altra. Il problema di questo messaggio è che il business della signora MacMahon è, insomma, come dire, “particolare”. Riuscirà Linda MacMahon ad essere la Al Franken del ciclo? Al momento diciamo DNC Leaning, se non altro per la simpatia della signora MacMahon.

Camera

Il Connecticut invia a Capitol Hill 5 rappresentanti. Fino al 2006, incredibile ma vero, i repubblicani conducevano 3-2. Tra 2006 e 2008 però è avvenuta la strage ed ora tutti e cinque i collegi del Connecticut sono occupati dai democratici. Gli unici seggi in cui repubblicani potrebbero avere qualche piccola chances di vittoria sono il 4° ed il 5° distretto. Trattasi però di possibilità comunque remote. Diciamo che probabilmente i repubblicani lotteranno in questi due collegi, ma è comunque difficile che cambino padrone. Direi 50 confermato. Massimo, ma proprio massimo, potrebbe finire 4-1, comunque quasi impossibile che i democratici perdano uno dei seggi del Connecticut. Se la sera del 2 novembre vedete uno di questi cinque seggi accendersi di rosso, o è uno scherzo della CNN, oppure dite a “Negative” Nancy di chiedere asilo nella casa a Montecarlo del suo amico Gianfiasco.

Contiamo 

Senato, da 433221 a 443221.
Camera, da 182704 a 232704.
Governatori, da 101612 a 111612.
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