Finlandia al voto. Pesa l’incognita "Veri Finlandesi"

Cominciano oggi le operazioni di voto per le elezioni parlamentari finlandesi. La Finlandia ha una storia politica abbastanza differente da quella delle vicine Svezia, Norvegia e Danimarca. La Finlandia non ha mai conosciuto un’egemonia socialdemocratica paragonabile a quella dei vicini. Diciamo che essenzialmente il sistema politico finlandese si basa su tre partiti maggiori intorno cui orbitano le formazioni intermedie. Per farla breve le tre formazioni maggiori sono la Coalizione Nazionale (Kokoomus), partito liberale-conservatore di centro-destra, i Social-Democratici, di centro-sinistra ed il Partito di Centro (Keskusta), come da nome formazione centrista. Il Partito di Centro, come i gemelli svedesi e norvegesi nasce dalle cooperative agrarie e come portatore delle istanze delle zone periferiche. Contrariamente ai “gemelli” però il Partito di Centro finlandese è divenuto una formazione di massa con consensi pure nelle aree urbane. Storicamente la formazione egemone tra le tre è il Partito di Centro che alterna alleanze con i conservatori ad alleanze con i socialdemocratici, facendo così da ago della bilancia. Tra le formazioni “minori” ricordiamo i Verdi, (che qui non sono un partito di centro-sinistra, ma han preso parte sia a governi di sinistra che a governi di destra), il “Partito del Popolo Svedese”, formazione centrista che difende gli interessi della minoranza svedese, il partito Cristiano-Democratico (il nome dice tutto), l’Alleanza della Sinistra, formazione di estrema sinistra, e ovviamente i Veri Finlandesi, formazione di destra euro-scettica. Il governo uscente, guidato dalla centrista Mari Kiviniemi, si basa su un’alleanza di centro-destra tra Partito di Centro e Coalizione Nazionale a cui si sono aggregati i Verdi e la formazione svedese. I sondaggi degli ultimi mesi hanno fatto vedere un’ascesa prepotente dei “Veri Finlandesi”, i quali hanno ormai un consenso da formazione di massa e minacciano di inserirsi tra i primi tre partiti. Il programma della formazione di Timo Soini è spiccatamente euro-scettico ed ha guadagnato forti consensi grazie all’opposizione ai salvataggi di Grecia e Irlanda. La concreta possibilità che questa formazione possa entrare al governo sta aumentando l’interesse internazionale su queste elezioni. Qualora la formazione di Soini entrasse nell’esecutivo, probabilmente chiederebbe al governo di non dare più l’assenso a eventuali nuovi salvataggi. Già convincere la Kiviniemi a dare l’assenso sul salvataggio irlandese è stata un’impresa non facile, figuriamoci quanto sarà difficile convincere il/la prossimo/a premier a dare l’assenso al salvataggio del Portogallo quando questo/a avrà come alleato Timo Soini. Altro dato evidenziato dai sondaggi è il sorpasso della Coalizione Nazionale sul Partito di Centro, eventualità che dovrebbe portare Mari Kiviniemi a cedere il posto di premier al leader conservatore Jyrki Katainen. Per quanto riguarda i Social-Democratici, la situazione del partito è abbastanza confusa. La leader in carica, Jutta Urpilainen, è fortemente contestata dalla base. La conferma dei sondaggi, che vedono il partito in grossa difficoltà potrebbe portare ad una stagione di convulsioni interne. Vediamo la media degli ultimi sondaggi e cerchiamo di dare un pronostico per la coalizione che uscirà da dopo le urne. Tra parentesi la differenza con il risultato delle consultazioni del 2007

Coalizione Nazionale (centro-destra; PPE) 20,4% (-1,9)
Partito di Centro (centro; ALDE) 18,8% (-4,3)
Partito Social-Democratico (centro-sinistra; PSE) 18,0% (-3,4)
Veri Finlandesi (destra; ELD) 16,2% (+12,1)
Lega dei Verdi (centro; VE) 8,6% (+0,2)
Alleanza della Sinistra (sinistra; SE) 8,0% (-0,8)
Partito del Popolo Svedese (centro; ALDE) 4,3% (-0,3)
Partito Cristiano-Democratico (centro-destra; PPE) 4,2% (-0,7)
Coalizioni possibili
1-CN+PC+VF
Ritengo che la prima opzione sia un’alleanza di centro-destra tra la Coalizione Nazionale; il Partito di Centro e i Veri Finlandesi. Potrebbero aggregarsi a questa coalizione anche i Cristiano-Democratici o gli Svedesi, mentre i Verdi hanno escluso collaborazioni con gli euro-scettici ritenuti dagli ecologisti troppo distanti ideologicamente. In questo caso ritengo però che si segua un metodo simile a quello già utilizzato in Olanda e Danimarca, ovvero un appoggio esterno della formazione di Soini ad un governo Katainen, piuttosto che una partecipazione diretta degli euro-scettici al governo. Stando ai sondaggi questa soluzione avrebbe un’amplissima maggioranza in parlamento e questo la rende, a mio avviso, la soluzione più probabile nonostante le prevedibili pressioni internazionali.
2-CN+PC+LV+PPS
Ovvero la continuazione della coalizione in carica tra conservatori, centristi ed ambientalisti. Stando ai sondaggi però la coalizione in carica avrebbe numeri molto ristretti. Inoltre il mantenere all’opposizione i Veri Finlandesi contribuirebbe solo a rafforzarli con la possibilità, da non escludere, di vederli nel ruolo di primo partito alle prossime elezioni. Inoltre la premiership di Katainen, esponente del partito più nuclearista di Finlandia, potrebbe infastidire non poco i Verdi. E’ vero che già collaborano con loro, ma la premiership è comunque detenuta dai centristi, mentre i conservatori son solo “partner” di coalizione.
3-CN+PC+PSD
Una grande coalizione fra i tre maggiori partiti ha diversi precedenti in Finlandia. Le convulsioni interne ai social-democratici e la contestazione alla leadership della Urpilainen non rendono il PSD un alleato affidabile per una coalizione di governo. Senza contare che una soluzione di questo tipo sarebbe estremamente dannoso per il consenso delle tre formazioni. La base conservatrice e centrista sarebbe sempre più attratta dalle sirene dei populisti, mentre la base social-democratica potrebbe essere attirata dai Verdi e dalla sinistra radicale. Visti i precedenti non è da escludere, ma la situazione attuale sembra sconsigliarla caldamente.
Giovanni
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