Anche la Spagna, in teoria, non dovrebbe esistere

Il discorso sulla successione scozzese che creò il regno britannico mi ha fatto venire in mente un altro caso di unione dinastica che creò uno stato che, in realtà, non avrebbe mai dovuto nascere, stiamo parlando della Spagna. Già perché, come nel caso degli scozzesi, oggi i catalani si lamentano del dominio castigliano ma, in realtà, furono loro a prendere possesso della Castiglia e non il contrario. Credo più o meno tutti conosciamo la storia della regina Isabella di Castiglia e del re Ferdinando d’Aragona, pochi però conoscono il processo che portò l’Aragona a impadronirsi della Castiglia e a creare la Spagna così come oggi la conosciamo. Dunque, come sappiamo alla fine del ‘400 nella penisola iberica governava una diarchia formata dalla regina di Castiglia, Isabella I e dal re d’Aragona, Ferdinando II i cui rispettivi domini formavano grosso modo l’attuale Spagna. Nonostante i due sovrani fossero uniti in matrimonio, i domini dei due erano e rimanevano separati. La più ferma oppositrice dell’unificazione dei due reami era proprio Isabella, la quale riteneva che la Castiglia dovesse rimanere indipendente. Isabella morì nel 1504, 12 anni prima del marito. Il testamento della sovrana castigliana stabiliva che la corona del regno di Castiglia dovesse andare alla figlia Giovanna sancendo così una nuova separazione delle corone iberiche. Purtroppo però, Giovanna era mentalmente instabile, e dopo appena due anni di regno venne dichiarata inferma e inabile al governo (1). Ne approfittò Ferdinando, che divenne reggente in nome della figlia. Alla morte di Ferdinando successe il nipote, Carlo I (2), figlio di Giovanna e di Filippo d’Asburgo. Ferdinando, consegnando ambo le corone al nipote dimostrò scarso rispetto per la volontà della moglie. C’era un’opzione per evitare questa unione artificiale? Si, c’era. Al momento della morte di Ferdinando erano ancora in vita due figlie nate dal matrimonio con Isabella. Una la conosciamo tutti, Caterina, moglie di Enrico VIII d’Inghilterra, l’altra era Maria regina consorte del Portogallo. Lo status di regine consorti di regni stranieri era un ostacolo al’ascesa al trono delle due superstiti, ma la cosa poteva essere aggirata. Maria, che essendo la maggiore aveva più diritti di Caterina sul trono d’Aragona, aveva ben 9 figli al momento della morte del padre, di cui sei maschi. Sarebbe bastato per Ferdinando indicare uno dei figli cadetti di Maria come erede al trono d’Aragona per evitare l’unione. Ferdinando probabilmente cullava il sogno dell’unione delle due corone e quindi decise altrimenti. E fu così che nacque il regno di Spagna, anche se, contrariamente al caso della Gran Bretagna, non vi fu mai un atto d’unione ufficiale delle due corone. Anche in questo caso comunque, gli “oppressi” di oggi sono in realtà gli “oppressori” di ieri. E’ stato l’aragonese Ferdinando a impadronirsi della Castiglia contro l’esplicita volontà della moglie e non il contrario.


Giovanni

(1) Se Giovanna fosse realmente pazza o fosse solo vittima della sete di potere del padre è da diverso tempo argomento di dibattito. La verità non la sapremo mai, anche se, a leggere le fonti ufficiali dell’epoca, c’è da concludere che questa fosse completamente fuori di melone. Basti pensare che, alla morte del marito (che tra l’altro la riempiva di corna), chiese di portare il feretro a Siviglia per motivi oscuri. I viaggi avvenivano di notte e il cadavere era “ibernato” sotto ghiaccio onde evitare la putrefazione. Ovviamente Giovanna faceva parte della carovana e durante la notte gli iberici sentivano questa donna tormentata piangere e lamentarsi in maniera disumana. Verità o leggenda nera abilmente diffusa dal padre? A questa domanda non v’è risposta

(2) Meglio conosciuto come Carlo V del Sacro Romano Impero
Tags: