It’s Thursday! (ancora 195 settimane)

UN GIOVEDÌ TRA… 195 SETTIMANE

Cari amici ed amiche di SP.com, vorrei proprovi una novità “lombarda”. Come ben sapete, nel Regno Unito si vota sempre al giovedì. E quindi mi sono detto: “Perché non scrivere ogni giovedì dell’andamento dei sondaggi in vista delle prossime elezioni generali (giovedì 7 maggio 2015, se tutto va bene…)”? Questo spazio si chiama “It’s Thursday!” (“È giovedì!”)

Last Thursday

Ultima edizione di It’s Thursday (21 luglio 2011). Due settimane senza Giovedì perché l’autore era in Armenia.

The Numbers

Questa sezione è dedicata alla proiezione settimanale dei sondaggi.

La mia proiezione settimanale usa gli ultimi dati YouGov (noto sondaggista che lavora soprattutto per News Corp., il gruppo di Rupert Murdoch) inseriti in un modello con differenza tra Inghilterra, Scozia e Galles, dando per acquisiti i 18 seggi nordirlandesi che vanno ad “altri”.

I numeri usati per la proiezione sono una media aritmetica dei numeri degli ultimi tre giorni rilevati precedenti il giovedì (normalmente lunedì-martedì-mercoledì, ma alcune settimane lo schema è diverso).

Ecco quindi i numeri. Attenzione: per motivi di assenza per vacanze, l’ultima edizione è di tre settimane fa!

Per quanto concerne i seggi, troverete anche il breakdown per nazione costituente del Regno Unito (ENG per l’Inghilterra, SCO per la Scozia, WAL per il Galles e NIR per l’Irlanda del Nord).



CON 36.0% (INV da giovedì 21 luglio),

251 seggi
(-55 dalle ultime elezioni generali del 2010, -8 da giovedì 21 luglio)

così divisi ENG 239 (-1) / SCO 3 (-1) / WAL 9 (-6)

LAB 43.3% (+0.6% da giovedì 21 luglio),

356 seggi (+7 da giovedì 21 luglio), MAGGIORANZA ASSOLUTA +30
(+98 dalle elezioni generali)

così divisi ENG 284 (+1) / SCO 43 (INV) / WAL 29 (+6)



LIB 9.0% (-0.3% da giovedì 21 luglio),

14 seggi (-43 dalle ultime elezioni generali, -2 da giovedì 21 luglio)

così divisi ENG 10 (INV) / SCO 3 (-2) / WAL 1 (INV)

Altri 11.7% (-0.3% da giovedì 21 luglio),

29 seggi (+3 da giovedì 21 luglio)

così divisi ENG 0 (INV) / SCO 10 (+3) / WAL 1 (INV) / NIRL 18 (INV)

Commento: mentre alcune città del Regno vivono ore concitate (Leggendo “The Buzz” sotto potrete scoprire di più su questi moti nei quartieri inglesi) i sondaggi pubblicati l’8 e 9 agosto non hanno ancora preso in considerazione questo elemento, mentre il rilevamento del 10 include già parte della reazione a queste riots. Questi numeri dipingono un quadro simile a quello di due edizioni fa.

I Laburisti sono al livello massimo in due mesi di “It’s Thursday!”. La proiezione in seggi con il vecchio sistema di calcolo avrebbe sicuramente prodotto un risultato ancora più netto in favore del partito guidato da Ed Miliband.

Nella maggioranza di governo, il partito Tory dimostra una stabilità a dire poco sorprendente: sembra “bloccato” al 36% dei consensi. Se non sfonda verso l’alto, non è nemmeno tirato verso il basso dalla sua posizione di partito di governo. Ma ovviamente per i seggi i consensi molto più importanti per i Laburisti significano decine di constituencies vinte nel 2010 riconsegnate ai “reds”.

I Liberaldemocratici sono messi molto male: considerate che dei 16 seggi che ancora vincerebbero, 4 sono ultramarginali (ovvero: il distacco è inferiore al punto percentuale). Se la posizione dei “yellows” dovesse peggiorare ulteriormente, i nazionalisti scozzesi diventerebbero più numerosi a Westminster dei LibDems! I segnali per loro non sono particolarmente incoraggianti: nell’ultimissimo sondaggio YouGov, i LibDems sono dati in Scozia all’… UN PER CENTO :-(.

The Buzz

In questa sezione: l’argomento politico della settimana.



Be prepared. Cosi dice il motto di un movimento tipicamente britannico fondato da un Lord, Sir Baden Powell. Così anche noi di “It’s Thursday!” come gli scout dobbiamo sapere adattarci ai cambiamenti. Questa settimana l’argomento doveva essere un altro, ma gli ultimi giorni ci impongono un cambio di rotta…

Le immagini che abbiamo visto sono a dire poco impressionanti: scene da guerra civile, caos e distruzione e… siamo sempre a Londra (città colpita per prima, ma ora i moti sembrano essersi estesi ad altre città importanti del regno)! La gravità della situazione è data dal fatto che oltre alla distruzione – notevole – i moti hanno già fatto quattro vittime. Tre uomini sono morti mentre tentavano di proteggere la loro proprietà, un altro ha perso la vita in una sparatoria. Inoltre ci contano già più di 100 feriti nelle forze dell’ordine impegnate a contrastare la rivolta.

Sono numeri molto impressionanti, se si considera che duranti gli ultimi moti di spessore paragonabile, ovvero quelli delle banlieues francesi (autunno 2005) le vittime erano state “solo” quattro in più di 20 giornate di fuoco…

Questi riots fanno ripensare a quelli che scossero il quartiere londinese di Brixton nel 1981 (che si riprodussero seppur in modo minore nel 1985 e 1995) . Ma cosa sta succedendo e soprattutto… why?

Un po’ come per quella francese del 2005, sembra che all’origine della rivolta vi sia la morte di un giovane indagato per mano della polizia, in circostanza non molto chiare. Poco dopo (6 agosto) un gruppo di 200 persone si ritrova per chiedere spiegazioni ma la polizia non ne fornisce alcuna. Basta una scintilla – delle voci che si diffondono su un’altra morte – che fa partire tutto e la miscela di rabbia, tensione, disagio sociale provoca una rivolta con saccheggi, incendi e vittime.

La cosa particolare è che come sapete la polizia di Londra non sta vivendo un momento felicissimo, questo per via dello scandalo “News of the World” di cui vi ho parlato l’ultima volta. Così in piena estate, in un momento tradizionalmente da “calma mortale” la polizia si trova una situazione esplosiva, e non ha più l’autorevolezza – che nel Regno Unito è molto importante: pensate al fatto che la maggior parte dei poliziotti non porti un arma da fuoco perché si fanno rispettare senza! – che le servirebbe per garantire la sicurezza alla popolazione e convincere i facinorosi di sciogliere il loro movimento di protesta violenta.

Nelle banlieues francesi ci fu un problema simile, perché in Francia il rapporto tra poliziotti e gente delle banlieues era – ed è tutt’ora – piuttosto teso. La mia modesta opinione è che con una polizia londinese più forte il movimento avrebbe potuto essere domato prima.

Dopo due giorni la violenza si è diffusa ad altri grandi centri dell’Inghilterra, e ormai anche del Galles: Birmingham, Bristol, Manchester, Liverpool e Swansea (Galles) sono le città più importanti.

La grande differenza con la Francia si ha nella risposta, prima a livello politico, poi a livello popolare. Per il parlamento, il primo ministro e il sindaco di Londra le vacanze sono ovviamente finite. E la popolazione da canto suo ha reagito in modo esemplare e solidale, organizzando dei gruppi di vigilanza e di protezione dai furti e aiutando la polizia nelle sue operazioni. Questi gruppi tra l’altro non si sono costituiti secondo linee comunitarie o etniche ma a livello di quartiere: si perché la grande differenza è che diversamente dalle émeutes des banlieues, i violenti non sono solo “visibilmente stranieri” e i tentativi fatti dai gruppi e movimenti di estrema destra di accusare in modo univoco i giovani extracomunitari sono stati accolti in modo molto freddo o indifferente. (Un altro punto: la geografia urbana è molto diversa: la differenza con le “palazzopoli” francesi è notevole. Nei quartieri britannici la gente si può conoscere.)

Si spera davvero che con questo e la mobilitazione decisa della polizia (con uso di mezzi abbastanza forti: perché la polizia qui sa agire in modo netto quando serve, e i sondaggi dicono che la popolazione è d’accordo con questo uso della forza) che fa passare gli effettivi da 10 a 16 mila uomini, questa violenza possa cessare nei tempi più brevi. Ovviamente, la politica dovrà riflettere su ciò che sta accadendo in questi giorni e prendere provvedimenti ma è un lavoro che richiederà tanti anni e tanta pazienza, e la collaborazione tra Stato e comunità locali. E un po’ più di giustizia sociale – nel Regno Unito negli ultimi anni le differenze sono aumentate in modo molto importante – non guasta mai.

Cari lettori e lettrici, venite a trovarmi nella “home sweet home” dei commenti di SP.com!



See you next Thursday !



your LombardoButNotRebelliousTowardsTheRepublic

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