Il consenso al Movimento 5 Stelle in una analisi dell’Istituto DEMOPOLIS

Riceviamo e pubblichiamo l’ultima ricerca Demopolis per Otto e Mezzo. Il commento è a cura di Demopolis.

Il Movimento di Grillo è cresciuto in due anni di circa 20 punti percentuali, divenendo uno dei tre poli del sistema politico italiano. Secondo il Barometro Politico Demopolis, è un elettorato mobile e trasversale quello del M5S, in grado di attrarre consensi molto superiori alla media tra giovani, disoccupati, operai e lavoratori autonomi.

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Con il successo elettorale di fine febbraio, il Movimento 5 Stelle rappresenta ormai uno dei tre poli del sistema politico italiano. Come emerge dal trend rilevato negli ultimi due anni dal Barometro Politico dell’Istituto Demopolis, la formazione di Grillo è passata dal 3,5% del maggio 2011 al 19% del dicembre scorso, sino al 25,6% delle Politiche, per attestarsi oggi – con una lieve flessione – intorno al 23%. Con un potenziale che sfiora il trenta per cento: un consenso in costante mutazione, dentro un mercato elettorale molto instabile.

Del tutto centrale, nella scelta degli elettori del M5S intervistati dall’Istituto Demopolis, risulta l’esigenza di un radicale rinnovamento della classe politica in Italia, legata a una maggiore trasparenza nelle attività parlamentari e ad un taglio dei costi della politica. Non stupisce pertanto che sia appena il 2% dell’elettorato a ritenere che i parlamentari del Movimento debbano trattenere la diaria, quella somma integrativa data ai membri di Camera e Senato a titolo di rimborso spese. 3 elettori su 10, in pieno accordi con Grillo, sostengono che i propri parlamentari debbano restituire mensilmente la parte della diaria non spesa e non rendicontabile. Per il 68% degli intervistati dovrebbero farlo i parlamentari di tutti i partiti.

A dividere in parte gli elettori – secondo la ricerca effettuata da Demopolis per il programma Otto e Mezzo (LA7) – resta invece, ancora oggi, il “no” al Centro Sinistra nelle settimane successive al voto: una scelta che avrebbe portato alla nascita dell’attuale Esecutivo, con l’accordo PD-PDL. Se per il 62% di chi ha votato il Movimento si è trattato di una scelta coerente e prevedibile, quasi un elettore su tre del M5S ritiene che sia stata un’opportunità mancata per poter incidere seriamente sulle politiche di governo.
Per il 67% di chi lo ha votato in febbraio, il Movimento 5 Stelle si è comunque dimostrato in linea con le attese pre-elettorali. Per un intervistato su dieci superiore alle aspettative, per un quarto un po’ deludente.
Nonostante alcune recenti criticità, se si tornasse oggi alle urne – in base ai dati rilevati dal Barometro Politico Demopolis – 81 elettori su 100 confermerebbero il voto espresso alle ultime Politiche al Movimento 5 Stelle. Solo 7 su 100 sceglierebbero altri partiti, il 12% di chi ha votato Grillo in febbraio preferirebbe oggi astenersi.

Elettorato del tutto trasversale, molto mobile, quello del Movimento 5 Stelle: poco più di un terzo di chi lo vota si definisce di Sinistra o di Centro Sinistra. Il 23% si colloca nel Centro Destra, aveva votato PDL o Lega nel 2008. La maggioranza relativa, il 40%, si dichiara invece politicamente non collocato.
“È una trasversalità che – secondo il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – si coglie anche nella capacità di attrarre consensi molto superiori alla media in alcune specifiche categorie sociali. Grillo conquista il 38% dei voti tra i disoccupati e i giovani in cerca di lavoro, il 35% tra gli operai: due tra le fasce deboli che tradizionalmente guardavano ai partiti di Sinistra. Il Movimento 5 Stelle – conclude Pietro Vento – ottiene anche il 34% tra quei lavoratori autonomi che nel recente passato avevano quasi sempre scelto il Centro Destra di Berlusconi”.

Nota metodologica ed approfondimenti su: www.demopolis.it

Nota informativa
L’indagine è stata condotta dal 15 al 17 maggio 2013 dall’Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.082 intervistati, rappresentativo dell’universo della popolazione italiana maggiorenne, stratificato per genere, età, ampiezza demografica del comune ed area geografica di residenza. Direzione di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Supervisione della rilevazione demoscopica, per il programma Otto e Mezzo (LA7), con metodologia CATI-CAWI di Marco E. Tabacchi.

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